Istiocitosi maligna del Bernese

Bellissimo esemplare di BERNESE ETA’ 8 anni ,femmina sterilizzata , operata circa 40 giorni prima dalla presentazione in Pronto Soccorso per un mastocitoma regione della coscia infiltrato  con margini del referto istopatologici non indenni ,da circa tre settimane lieve  debolezza e disoressia fino a totale rifiuto del cibo ,comparsa ultima settimana di febbre .

Dopo l asportazione del mastocitoma il soggetto e’ stato   sottoposto a regolari controlli clinici tutto sembrava ben procedere  , un controllo eco era risultato negativo ,eseguito anche un emocromo .emocromo-09-10

Sebbene l’ecografia sia risultata negativa, l emocromo ad una attenta lettura ,   evidenzia  la presenza di n RBC  con valori di RBC nei limiti inferiori , cio’ per la mia esperienza non e’ comune e poteva indicare o meglio porre il sospetto di   problemi alla barriera endoteliale del midollo (ovviamente le mie sono considerazioni a posteriori facilitate dalla lettura della cartella clinica a caso concluso che possono aiutare per l’interpretazione degli emogrammi in chiave futura)

l ‘inizio della sintomatologia era iniziato proprio dopo quel controllo , un altro emogramma e’ stato quindi eseguito dopo circa due settimane

emocromo-e-biochimico-17-11

In questo emocromo si rafforzano e prendono consistenza le considerazioni sopraesposte: comparsa di  anemia moderata con deboli segni di rigenerazione ,aumento n RBC significativo superiore a 5/100 WBC ,bilirubina in aumento valori epatici  delle ALT normali (non e’ stato eseguito un profilo completo) evidente il campanello di allarme per una patologia che porta a distruzione dei globuli rossi e a immissione precoce di forme immature per rottura della barriera endoteliale o maggiore richiesta

L’accettazione in pronto soccorso avviene dopo  6 gg, visto le condizioni gravi, il paziente e’ stato sottoposto in giornata ad esami del sangue, ecografia ,citologia midollare ed epatica

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Si aggrava l ‘anemia ,la piastrinopenia  e la leucopenia (tricitopenia) ,la rigenerazione reticolocitaria diventa piu’ marcata , compaiono cellule indifferenziate , la bilirubina sale ma non le transaminasi epatiche (escludibile una forma di anemia emoltica autoimmune  per molte ragioni ma sopratutto per la mancanza di leucogramma infiammatorio e rialzo transaminasi secondario alla necrosi centrolobulare) si sospetta una malattia midollare e del SRE,si sospettano metastasi di mastocitoma condizionati dalla storia anamnestica.

Esame ecografico B MODE

lo studio B mode, evidenzia una lesione focale nel lobo, verosimilmente, quadrato ,in vicinanza della coleciste ,un aumento significativo del volume epatico ,con arrotondamento del lobo sx laterale  linfonodi periportali aumentati di volume , parenchima  normoecogeno e omogeneo ,la milza non manifesta particolari alterazioni ,null altro da segnalare in addome

Esame ecografico Ceus

La ceus e’ stata eseguita per valutare la lesione focale ed eventuali aree metastatiche non rilevabili dall’ esame normale ,lo studio evidenzia un enhancement del parenchima epatico omogeneo in tutte le fasi ad esclusione dell area focalizzata che si presenta avascolare in  tutte le fasi  con un profilo periferico  irregolare ,l area interessata risulta piu’ estesa  e irregolare nel profilo rispetto alla lesione focalizzata in B mode ,il sospetto depone per una vasta lesione necrotico-emorragica intraparenchimale  secondaria a fenomeni ischemici (eventualmente trombotici locali) indotti dalla patologia infiltrante.

eseguita citologia ecoguidata del parenchima ,dei linfonodi portali e del midollo :

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la diagnosi purtroppo e’ risultata compatibile con una istiocitosi maligna infiltrante midollo e fegato ,visto il rapido aggravamento del paziente e’ stata eseguita  l’ eutanasia ,l’esame autoptico ha evidenziato una epatomegalia talmente pronunciata che nessun lobo epatico sotto trazione si riusciva a far fuoriuscire dalla breccia laparotomica nessuna lesione focale si evidenziava sulla superfice lobare eseguito campionamento istopatologico per la conferma definitiva della diagnosi

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referto-istopatologico

Letteratura estratta on line :

Sarcoma istiocitario forma diffusa (istiocitosi maligna) 

Secondo diversi studi i BMD hanno un’incidenza di neoplasie maggiore ( 34-41%) rispetto ad altre razze e la neoplasia di più frequente riscontro è il sarcoma istiocitario.

Circa il 25% dei BMD sviluppa questa malattia, mediamente attorno ai 6 anni e mezzo, senza predisposizione sessuale. La patologia non è esclusiva di questa razza Rottweiller, Golden e Labrador Retriever infatti sembrano essere predisposti.

l’ereditarietà della patologia è di tipo poligenico autosomico e recessivo e l’incidenza degli alleli nella popolazione è stimata pari circa al 25%.

La cellula responsabile della patologia è l’istiocita o cellula dendritica presentante l’antigene. Queste cellule sono ubiquitarie nell’organismo, infatti la malattia clinica interessa spesso molti organi contemporaneamente. Le lesioni si riscontrano più frequentemente a carico di milza, fegato, polmoni, linfonodi, ma qualsiasi tessuto è un target potenziale della patologia.
I sintomi clinici sono spesso aspecifici e includono letargia, inappetenza, febbre, anoressia, diminuzione di peso, affanno , tosse, linfoadenomegalia. In caso di localizzazioni centrali si assiste alla comparsa di una sintomatologia di tipo neurologico.
Gli esami di laboratorio spesso non rivelano grandi anomalie. All’emocromo si può trovare anemia,
piastrinopenia e nei casi più gravi, nei quali la patologia ha invaso gravemente il midollo osseo, si può riscontrare anche leucopenia. Il profilo biochimico spesso è nella norma, eccetto per una lieve
ipoalbuminemia ed iperbilirubinemia. Il profilo coagulativo è di sovente alterato.

La citologia è un ottimo aiuto per la diagnosi di questa patologia, le lesioni esfoliano facilmente e i caratteri citologici sono piuttosto tipici ed esclusivi. L’ istologia permette, nella maggior parte dei casi, di emettere diagnosi di certezza; talvolta è necessario richiedere l’immunoistochimica.

Sarcoma istiocitico localizzato

Forma localizzata di sarcoma istiocitico, confinata ad un singolo organo con o senza metastasi al linfonodo regionale. Le lesioni possono essere localizzate a carico di osso, articolazione, cute, sottocute, polmone.
L’approccio terapeutico di tipo multimodale ( chirurgia radicale, radioterapia, chemioterapia adiuvante) garantisce sopravvivenze medie di 18 mesi.

Tramite la comparazione dei pedigree di soggetti ammalati si è arrivati alla conclusione che l’istiocitosi è di natura genetica (Padget et al. 1995). La trasmissione è poligenica cioè coinvolge un certo numero di geni.

Il passo successivo è quello di identificare i geni coinvolti in modo da poter, tramite l’analisi del DNA, identificare i soggetti portatori.

Questi studi sono in corso da alcuni anni in diversi laboratori:

–          in Francia nel Dipartimento di Genetica e Sviluppo dell’Università di Rennes ( Dr.Andrè) dove un gruppo di 300 cani è stato registrato. 103 di questi sono stati colpiti dalla malattia e la conferma viene da analisi istiopatologiche. 33 i cani “immuni” di età superiore ai 10 anni. Si è costruito un grande pedigree europeo del Bovaro del Bernese composto da più di 200 campioni di sangue. L’obbiettivo è isolare i geni coinvolti confrontando il DNA di soggetti sani con quelli malati.

–          negli U.S.A. a Bethesda, il Laboratorio del Dr. Ostrander ha oltre 100 casi di Bovari del Bernese americani non correlati tra di loro sui quali sono state effettuate le analisi di tipo genetico.

–          negli U.S.A. presso la North Carolina University il Dr. Matthew Breen ha in corso un altro studio su tessuti tumorali freschi allo scopo di trovare anormalità di tipo genetico.

Conclusioni :

Imbattendomi in questo caso clinico mi sono reso conto che le patologie coinvolgenti le cellule istiocitarie sono alquanto complesse ed emergenti sulla base anche delle nuove metodiche di immunoistochimica che permettono di differenziare le forme sicuramente maligne , Il Bernese e’ un capitolo a parte e tutti noi medici veterinari possiamo contribuire( invitando i proprietari a partecipare attivamente allo studio genetico della razza ) a limitare  parzialmente o definitivamente la diffusione di queste terribili malattie .

in questo articolo vecchio del 2007 sono per chi fosse interessato indicati i dati per indirizzare i campioni

istiocitosi-marticolo-2007

lo stesso club di razza credo sara’ molto disponibile a fornire le dovute indicazioni.

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